Stefano Pesce, “Fare L’Attore Significa Esprimere Se Stessi”
Stefano Pesce, attore televisivo, cinematografico e teatrale, è noto soprattutto per aver recitato nella serie tv “RIS delitti imperfetti”, in cui interpreta il ruolo di Davide Testi. Numerose sono le sue partecipazioni a diverse produzioni, tra cui le serie tv “Distretto di polizia 4”, “Cuore contro cuore” e i filmfilm Ma che colpa abbiamo noi, Amore a prima vista, Da zero a dieci, e film Ma che colpa abbiamo noi, Amore a prima vista, Da zero a dieci, e “Ma che colpa abbiamo noi”, “Amore a prima vista”, “Da zero a dieci” e tanti altri ancora. Per Stefano Pesce, fare l’attore nasce da una profonda esigenza e significa, prima di tutto, avere la possibilità di esprimere se stessi.
Stefano, sei un attore teatrale, cinematografico e televisivo. Tra questi, in quale contesto ti senti più a tuo agio?
Sinceramente non ho una reale preferenza, ma ultimamente, lavorando molto in tv, con la macchina da presa ho un rapporto più naturale e mi sento molto a mio agio, nonostante sia richiesto un lavoro molto approfondito.
Hai prestato la voce all’audiolibro “Il mercante di libri maledetti” di Marcello Simoni. Com’è nata questa collaborazione?
Sono stato contattato dall’Emons Audiolibri, i quali mi hanno offerto questa bella opportunità che ho accettato di buon grado. Non conoscevo Marcello Simoni, mi sono fidato di loro e ho ottenuto così, l’opportunità di vivere una bella esperienza lavorativa.
A cosa stai lavorando attualmente e quali sono i tuoi progetti futuri?
Al momento, sono in attesa che inizino le riprese della nuova serie “Il tredicesimo apostolo”, seconda stagione, che dovrebbe partire a fine luglio. Quando riceverò i copioni deciderò se accettare o meno, mi interessa vedere se il personaggio che dovrò interpretare, rispecchierà le mie aspettative. Poi, ad ottobre, sarò in teatro con la commedia “Mal d’amore”. Sto anche scrivendo un film per il cinema, ma questo è un progetto molto lungo.
Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro?
L’aspetto più bello è, senza dubbio, la possibilità di esprimersi. Non è detto che si possa sempre farlo, ma quando si riesce, è una grande soddisfazione. Troppo spesso, si pensa più al guadagno e ci si dimentica che questo tipo di lavoro è prima di tutto espressione, poichè ti offre sempre la possibilità di esprimere te stesso.
Nel panorama dello spettacolo c’è qualche regista con cui avresti voluto lavorare e ancora non l’hai fatto?
C’è un regista con cui ho sempre desiderato lavorare, ma con cui non ho ancora avuto questa possibilità. Si chiama Marco Tullio Giordana. In questi dieci anni di carriera, l’ho incontrato per tre volte. Ha scritto delle cose molto belle, ma ogni volta, c’è sempre un motivo che mi impedisce di lavorare con lui. Così alla fine mi capita di pensare che forse, questa non è la mia storia e che probabilmente è tutta una mia fantasia.
C’è qualcosa che ti è stato impedito di fare e che rimpiangi?
Molte cose mi sono state impedite da diverse persone. Ad esempio, tempo fa mi impegnai molto per interpretare un ruolo importante, nel film che avrebbe dovuto ricordare la strage di Piazza Fontana. Avrei dovuto interpretare Franco Freda, accusato della strage, processato ed oggi libraio in Puglia. Mi preparai molto per interpretare quel ruolo, riascoltai anche tutte le registrazioni dei processi. Poi però, mi dissero che ero troppo “vecchio” per interpretarlo. Quando successivamente andai a vedere il film, mi resi conto che, comunque, non avevano scelto di certo un bambino. Dietro il lavoro di attore, purtroppo si celano una serie di cose, che non tutti sanno. E’ importante capire che questo lavoro si deve fare prima di tutto per se stessi.
Se oggi non fossi un attore, probabilmente saresti…?
Sarei un’altra persona. Non c’è un’alternativa professionale a quella di attore, che parte da un’esigenza profonda. Se mi fosse andata male con questo lavoro, forse sarei diventato un decoratore d’interni, poiché mi piace molto studiare il colore delle pareti, del parquet, disegnare un bagno, rifare una cucina…..Un’altra cosa che avrei desiderato fare è l’autista. Mi piace guidare e mi piace il movimento.
Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe?
Forse un film di Tim Burton. Forse un film appartenente al genere fantastico, ma sempre con un fondo di realtà. Ecco, “Guerre Stellari”. Un film fantastico, ma variopinto e ricco di emozioni umane.
Qual è l’aspetto di Stefano Pesce, nascosto al pubblico?
Ce ne sono tanti. Il pubblico vede solo i miei personaggi. Uno degli aspetti forse più sconosciuto, è che sono un po’ nevrotico.
Quali erano i tuoi sogni da bambino? Sei riuscito a realizzarli?
In realtà non li ricordo tutti e questo è un vero peccato. Sinceramente non ricordo un bel niente dai 7 fino ai 15 anni. Ho veramente pochissimi ricordi. Il mio sogno di diventare un attore non apparteneva alla mia infanzia, ma piuttosto alla mia adolescenza.
Chi senti di dover maggiormente ringraziare per la persona e l’artista che sei diventato?
Sicuramente i miei genitori, che hanno contribuito a farmi diventare quello che sono oggi, aiutandomi lungo il mio cammino. Dovrei ringraziare anche il buddismo, che negli ultimi otto anni mi ha aiutato tantissimo.
Botta & Risposta
Sei soddisfatto quando….Vado in moto
Il primo pensiero al mattino: Grazie!
Prima di partire per un lungo viaggio: Sono nevrotico
Una sera a cena con: Un buon vino bianco
Cosa fa girare il mondo? Il denaro
Se fossi una città saresti? Parigi
Una cosa per cui vale la pena vivere: L’amore









