Rossella Calabrò, Fondatrice Del Club Delle Matrigne
Rossella Calabrò, copywriter, blogger, scrittrice e fondatrice del Club delle Matrigne, è l’autrice di tre libri: “Uova di Matrigna”, “Mogliastre, manuale semiserio per seconde mogli e matrigne” e “Di matrigna ce n’è una sola”. Nella vita privata è una matrigna, molto orgogliosa di esserlo, che cerca di aiutare e consigliare tutte coloro che, proprio come lei, si sono trovate a vivere una tale esperienza.
Come ama definirsi Rossella Calabrò?
Una persona profondamente buona, con un carattere profondamente cattivo.
“Il Blog delle Matrigne” è il blog da te creato, dove è possibile condividere esperienze sulle famiglie allargate e sull’essere matrigne. Da cosa è nata l’esigenza di aprire questo blog?
Si parla tanto di famiglie allargate, ma il punto di vista delle nuove compagne di uomini separati con prole, era totalmente inedito e anche un po’ un tabù, quando cinque anni fa ho cominciato a occuparmi di matrigne. Per questo ho voluto parlarne, con il blog, i libri che ho pubblicato (L’ultimo uscito è attualmente “Di matrigna ce n’è una sola”, per Sonzogno) e il Club delle Matrigne, una realtà che oggi conta migliaia di adesioni.
Hai vissuto in prima persona l’esperienza di una famiglia allargata?
Sì, certo. Sono da parecchi anni una matrigna e sono orgogliosissima di esserlo. Tant’è che preferisco utilizzare il termine “famiglie ricostituite”, più che allargate. Perché il lavoro fondativo di ricostituzione di un nucleo familiare, è un’esperienza molto forte e profonda, che fa crescere emotivamente tutti i componenti.

Quando sentiamo il termine “matrigna”, il pensiero corre subito alla povera e tanto amata Cenerentola, costretta ad una vita di stenti proprio dalla matrigna cattiva. Per te è stato difficile farti accettare dalla famiglia di tuo marito?
Be’, il pensiero corre anche a Grimilde, la matrigna di Biancaneve, che era una donna bellissima, elegantissima ed estremamente sensuale. Scherzi a parte, all’inizio del matrignato, la vera Cenerentola è spesso proprio la matrigna. L’insicurezza affettiva, il ruolo sociale inesistente (per ora), la sensazione, erronea, di sentirsi un’estranea, rendono tutto molto complicato. Mettiamoci poi le comprensibili ma deleterie paure delle ex mogli che remano contro, le fisiologiche gelosie dei piccoli, le difficoltà di gestire tutto questo calderone emotivo dei padri e, insomma, ci vuole un fisico bestiale. Ma, per fortuna (e con un po’ di fortuna) di solito si cresce tutti e le cose si sistemano. A volte molto bene, a volte alla meno peggio.
Cos’è per te la scrittura? E che tipo di messaggi vorresti trasmettere ai tuoi lettori?
La scrittura, oltre a essere la mia professione, è un piacere infinito. Insieme alla lettura.
Vorrei trasmettere un messaggio positivo. Detesto il piangersi addosso, adoro l’autoironia. Soprattutto perché l’ironia è l’arma più affilata che esista e la cura più efficace che sia mai stata inventata.
Tu in 3 pregi e in 3 difetti:
Sono infantile, entusiasta, pignola, permalosa, sensibile, polemica. Quali siano pregi e quali difetti, non lo so.
Quanto tempo dedichi al tuo blog?
Tantissimo, perché oltre al fatto che è il mio lavoro e lo adoro, c’è una community di donne che mi segue (tantissime) a cui voglio sinceramente bene.
Come si svolge una tua giornata tipo?
Ho il bioritmo di un pipistrello, quindi mi alzo tardi la mattina e vado a letto tardissimo la sera. Diciamo che la prima cosa che faccio è leggere e l’ultima anche. In mezzo, scrivo.
Com’è Rossella Calabrò in famiglia?
Io sono sempre stata piuttosto allergica al concetto di famiglia. Tutt’ora la considero una strana faccenda. Però, siccome tutti ci divertiamo molto, forse non è così male. E ho la sensazione di essermi trasformata, da matrigna in matriarca. Cosa che mi fa sorridere e che mi dà una grande soddisfazione.
Cosa bolle in pentola al momento?
Blub blub blub.
Che tipologia di persone si rivolge a te per ottenere qualche prezioso consiglio?
Ci sono matrignette novizie, di nemmeno venticinque anni e matrigne veterane. Ovviamente la maggior parte approda sul blog o al Club, perché è in difficoltà. Ma alcune, preziosissime, arrivano per portare una testimonianza positiva. Una cosa molto bella è che mi relaziono con donne di ogni stato sociale, ascolto migliaia di storie differenti e, se sono cresciuta in questi anni, lo devo molto a tutte loro, le “mie” matrigne.
Il tuo successo più grande e l’insuccesso da un punto di vista professionale? E da quello privato?
A costo di rischiare di apparire melensa (e un po’ lo sono davvero), il mio successo professionale (e personale) più grande, è la dimostrazione di affetto che ricevo quotidianamente dalle “mie” matrigne. L’insuccesso deve ancora arrivare. Ma magari si dimentica, chissà.
Che consiglio daresti ad una neomatrigna?
Le direi di non avere fretta. Persino io, che sono una persona impaziente, ho imparato, col matrignato, ad aspettare. E aspettando, arrivano sia i cadaveri dei nemici, sia le più grandi soddisfazioni.
Cosa desideri per te?
Vorrei continuare, adesso che ho imparato, a poter esser me stessa.
Botta & Risposta
Cosa canti sotto la doccia: Canto solo di fronte al mio gatto che, la doccia, la detesta
Cosa c’è sotto il tuo letto? Mio marito
Ieri, oggi o domani: Oggi, oggi, oggi
Supereroe preferito: Eta Beta. Pmi è psempre piaciuto ptantissimo
In una strada dritta, se ti trovassi di fronte una curva e una fermata, quale sceglieresti? La curva, perché magari porta ad una pasticceria
Il più bel gesto che si possa ricevere: Uno sguardo. Possibilmente azzurro
Prima di addormentarti, pensi a… Dare la buonanotte al Babau
Un peccato capitale: La presunzione
Se fossi una città: La vera verità? Milano
Se fossi una stagione: Estate. Un’estate da cicala. Cantando, fuori dalla doccia









