Mario De Santis: “Principalmente Sono Un Poeta, Per Il Resto Faccio La Radio”
Mario De Santis è un giornalista radiofonico. La sua passione per la radio, che l’ha accompagnato fin da bambino, l’ha portato a lavorare in diversi studi radiofonici, tra cui Radio Dj, al fianco di Nicola Savino e Linus. Attualmente conduce il programma “Caffè di Radio Capital”, sull’omonima radio, oltre a dedicarsi alla poesia, altra sua grande passione, perché come si definisce lui stesso “principalmente sono un poeta, per il resto faccio la radio”. Attualmente è in uscita il suo secondo libro di poesie “La polvere nell’acqua” edito da Crocetti editore.
Mario, raccontaci qualcosa di te…
Sono un giornalista radiofonico. La radio è stata da sempre la mia passione, sin da piccolino. Nel mio percorso professionale, mi sono avvicinato prima alla radio e poi, successivamente, sono diventato anche un giornalista. Per i miei interessi letterari, potrei anche dire che faccio il giornalista e sono un poeta.
Quale è stato il percorso professionale che ti ha portato a Radio Capital?
Il mio percorso professionale ha avuto inizio nell’88, quando mi sono avvicinato a “Italia radio”, una radio d’informazione nazionale, comprata successivamente dal Gruppo Espresso. Ero uno studente universitario, prossimo alla laurea. Per qualche anno, ho fatto la classica “gavetta”, fino a diventare un giornalista. Ho lavorato dal 2001 al 2010 ad un programma di Radio Deejay, al fianco di Linus e Nicola Savino. Poi si è aperta la possibilità di condurre un programma su Radio Capital ed eccomi qui.
Perché hai scelto proprio la radio come mezzo di comunicazione?
Sono nato nel ’64 e la televisione è arrivata in casa mia nel ’69. Prima di quell’evento, l’unico mezzo di comunicazione era la radio. Ricordo chiaramente quando, da bambino, osservavo mio padre accendere la radio durante l’ora di cena per ascoltare le notizie. E’ un mezzo di comunicazione che mi ha sempre affascinato.
Cosa senti di trasmettere attraverso la radio?
A parte i contenuti, che sono molto importanti, mi piace parlare della mia passione per la cultura e per i libri, che cerco di travasare anche nel mondo radiofonico. La radio poi è un mezzo “caldo”, in grado di coinvolgere tutti coloro che l’ascoltano.
Come si svolge una tua giornata tipo?
Le mie giornate sono molto lunghe. Il mio programma “Caffè di Radio Capital” va in onda alle sette, quindi sono costretto a svegliarmi tutti i giorni alle 5/5.15. Una volta giunto in redazione, leggo qualche giornale, prima di andare in onda dalle 7 alle 10. Dopo le 10 inizia il vero lavoro, che consiste nel reperire notizie e nel preparare le diverse interviste. Si lavora fino all’ora di pranzo e a volte, anche oltre. Il pomeriggio continuo a lavorare, perché presentando diversi libri, devo anche leggerli, oltre a preparare il programma “Soul Food”, che va in onda il sabato. E poi c’è il tempo libero, ovviamente.
Cosa vuol dire essere speaker radiofonico?
In Italia, si tende a creare una netta differenza tra il dj e il giornalista radiofonico, a me invece piace pensare di essere entrambe le cose. Non sono un dj, ma mi piace trasmettere calore attraverso la radio. Nella vita invece, sono un tipo tranquillo e a volte poco chiacchierone.
Secondo te cosa trasmette la radio che la televisione non può trasmettere?
La radio è un suono e, nello stesso tempo, è anche una parola. Quindi si concentra sulla possibilità di poter entrare in una dimensione interiore e, paradossalmente, di attenzione. A volte, viene usata come sottofondo, diventando un po’ televisiva in questo, ma, se vissuta bene, riesce a regalare attenzioni particolari che la televisione non può dare. Quest’ultima ti colpisce come uno schiaffo, mentre la radio ti abbraccia.
Se ti regalassero un superpotere, quale sceglieresti? E perché?
Sono indeciso tra la lettura del pensiero e l’invisibilità. Entrambi i poteri mi affascinano. Sono un tipo molto curioso e mi piacerebbe molto poter entrare nella mente delle persone o nelle case della gente.
Come ti vedi tra 10 anni?
Viste le riforme sulle pensioni, sarò costretto a lavorare ancora per 20 anni e forse anche di più. Quindi ho ancora molto lavoro davanti, per fortuna. Mi vedo, spero, in una radio che trasmette via web, così da poter essere ascoltato da tutti. Oggi, la radio via web, non sta ottenendo grandi riscontri, purtroppo non riesce ancora a trovare il suo giusto spazio.
Come vivi la quotidianità?
Un po’ oppresso dal lavoro e un po’ affaticato, perché le cose da fare sono tante, le notizie sono innumerevoli ed è difficile starci dietro. La vivo un po’ di corsa, quindi.
A cosa stai lavorando attualmente?
Da un punto di vista professionale, sta per chiudersi la seconda stagione a Radio Capital e siamo tutti un po’ ansiosi per il risultato degli ascolti. Inoltre, a fine maggio dovrebbe uscire il mio secondo libro di poesie, “La polvere nell’acqua”, edito da Crocetti editore.
Progetti per il futuro?
Vorrei continuare a scrivere e a coltivare i miei interessi letterari. Da un punto di vista radiofonico e giornalistico, mi piacerebbe realizzare un progetto che leghi internet alla radio.
Quali erano i tuoi sogni da adolescente?
Pensavo alla musica, volevo diventare un musicista, una rock star. Suonavo il basso, ma non avevo un sogno in particolare. Alla fine del liceo, è emersa la mia passione per la comunicazione ed ho capito che, nella vita, avrei voluto comunicare.
Per seguire la tua carriera, senti di aver trascurato qualcosa di importante?
No, non ho rimpianti clamorosi. Certo, si fanno tanti errori. Prima di tutto, sento di aver trascurato me stesso, che forse è la cosa più importante. Contestualmente però, ho anche cercato di regalarmi delle soddisfazioni. Per me è stato molto importante svolgere un lavoro che rispecchiasse la mia passione, per cui ho cercato di mantenermi fedele a quella.
Botta & Risposta
Prima di partire per un lungo viaggio? Non preparare nulla
Mare o montagna? Montagna
Pensieri o parole? Pensieri
“Volere è potere”, quanto sei d’accordo con questa frase? Sono d’accordo solo a metà, perché è diventato sempre più difficile tenere fede al concetto.
Supereroe preferito: Non sono legato ad un supereroe. Magari Zagor, Tex Miller, che leggevo quando ero piccolo
Il primo proverbio che ti viene in mente: Non mi piacciono i proverbi
Film preferito: I soliti ignoti
La collezione: Colleziono libri









