Luca Pitteri, “La Musica? E’ La Mia Stessa Vita”
Luca Pitteri, insegnante di canto diplomatosi brillantemente in pianoforte presso il Conservatorio “B.Marcello” di Venezia, è un musicista, pianista, direttore del Venice Gospel Ensemble, collaboratore di Vessicchio e dell’illustre fonistra Dr. Fussi e preparatore vocale di numerose trasmissioni televisive. E’ un volto noto al grande pubblico poiché insegnante nella trasmissione televisiva “Io Canto” e insegnante nella trasmissione di “Amici” di Maria De Filippi, tra il 2001 e il 2007.
Chi è Luca Pitteri?
Boh.. uno che cerca di diventare migliore..
Qual è stato il percorso che ti ha condotto ad essere: Luca Pitteri “maestro di canto”?
Ho studiato pianoforte e composizione ed ho insegnato dapprima queste materie. Poi, dopo anni di attività corale come esecutore, direttore e arrangiatore vocale, sia in ambito classico che jazz e pop, ho iniziato ad insegnare canto moderno, quasi in concomitanza con l’invito di partecipare alla trasmissione tv “Saranno Famosi” (come inizialmente si chiamava l’attuale “Amici” di Maria De Filippi)
A cosa stai lavorando attualmente?
Ad un libro sul canto moderno. Un metodo che è la summa di tutte le mie esperienze musicali e didattiche in questo settore. Per lo più insegno, ma continuo a studiare direzione d’orchestra ed ho in progetto di scrivere un musical. L’essere insegnante per me, è la conseguenza del mio essere musicista a 360° e pertanto, a volte, mi sta un po’ stretto.
Cosa ti ha lasciato l’esperienza vissuta ad “Amici”?
E’ stata indubbiamente la più importante esperienza professionale della mia vita, molto controversa, ma anche molto formativa nell’impatto che la mia cultura musicale ha avuto, col mondo della televisione e le sue contraddizioni. Credo mi abbia fatto capire il valore della comunicazione immediata e mi abbia fatto scoprire di avere questa qualità ancora inespressa, sepolta sotto gli atteggiamenti snobisticamente intellettuali di chi veniva come me, appunto, da una’educazione accademica. Mi ha insegnato anche ad essere un po’ meno prudente, a buttarmi di più senza esagerare nel perfezionismo, che a volte può essere una forma di masturbazione narcisistica o di nevrosi. I tempi della televisione sono senza pietà: presto e bene.. o quantomeno in maniera accettabile..
Sei il maestro di canto della trasmissione “Io Canto”. Ci racconti com’è lavorare a stretto contatto con i bambini di diverse età?
Molto bello. Ho scoperto un mondo emotivo ed un’intelligenza che non immaginavo appartenesse a bambini di quest’età.
Cosa ne pensi dei talent?
Il discorso è complesso e articolato. In effetti, allo stato attuale, sembra l’unica chance per arrivare a suscitare l’interesse della discografia e quindi, porte aperte per una diffusione del proprio progetto.
Ma la televisione è una brutta bestia ed ha logiche tutte sue con cui dobbiamo convivere, se vogliamo tenerla in considerazione. Innanzitutto la televisione ha l’obbligo di rivolgersi ad una massa, pertanto è difficile che un cast sia fatto tutto dai migliori elementi in circolazione, altrimenti come ci si potrebbe identificare da casa? Penso alla formula di X-Factor: come si può prendere un fuoriclasse che alla prima puntata o alla seconda o alla terza, rischia di essere mandato a casa? E questa è una riflessione che ognuno potrebbe e dovrebbe fare. Per ciò che riguarda la loro utilità, non so.. bisognerebbe aspettare qualche anno per vedere se i Talent sono utili ai ragazzi o sono piuttosto i ragazzi ad essere utili ai Talent. La perplessità nasce dal fatto che, le già poche risorse della discografia attuale, devono per forza riversarsi sugli ultimi prodotti usciti. E se i programmi tv devono sopravvivere, l’anno dopo ce ne saranno altri e l’anno dopo altri ancora.. Il rischio è quindi che, se ci saranno soldi (pochi) da spendere in promozione, spazi televisivi, dischi da fare, questi non saranno mai destinati in grande quantità ai “vecchi” prodotti, a meno che non ci siano personalità artistiche di grande livello… ma esiste oggi una cultura che consente agli artisti uno spessore di questo tipo? Qualche perplessità è naturale, spero ovviamente di sbagliarmi.
Qual è il consiglio principale che suggerisci a chi vorrebbe avvicinarsi alla musica?
Di farla per il piacere di farla, per le emozioni che può regalare e di non pensare al successo… mai!! E per molti motivi.
Che tipo di rapporto instauri con i tuoi allievi?
Molto confidenziale, ma credo basato sulla stima e il rispetto che ci si deve meritare coi fatti ed il carisma.
Quale è stato il momento, durante la tua carriera, che ti ha dato maggiori soddisfazioni?
Mah.. non ce n’è uno in particolare. L’esperienza di “Amici” è stata sicuramente la più importante e formativa, nel bene e nel male.
E quello che vorresti dimenticare?
Certe incomprensioni ed alcune profonde diversità di vedute proprio in quell’ambiente. Ma anche il periodo del diploma è stato un incubo. Erano appena mancati i miei genitori e l’ho vissuto in uno stato psicologico assai precario.
Cosa è per te la musica?
La mia stessa vita. Uno strumento che ha accompagnato la mia crescita come uomo, prima ancora che come artista. E’ ciò che mi ha consentito di esplorare zone profonde ed oscure della mia anima. Le gioie che mi ha dato la musica sono incomparabili. Mi sento un po’ come un prete per il suo Dio.
Se la tua vita fosse una canzone, quale sarebbe?
“I treni a vapore” di Fossati.
Ricordi qualche episodio della tua infanzia, durante il quale, la passione per la musica, è iniziata a farsi sentire sempre più forte?
Ho iniziato fin da piccolo ad ascoltare musica black. I miei mi hanno regalato dischi di Wilson Pickett e Rocky Roberts. Poi mi sono appassionato ad Elton John. Ma lo studio della musica, l’incontro con la classica e la sensazione che questo era l’amore della mia vita e che l’avrei fatto per sempre, è arrivata solo a 16 anni.
Se dovessi definire in modo estremamente sintetico la tua vita, quali sarebbero le tre parole che sceglieresti?
“Ogni cosa a suo posto”, sono cinque va bene lo stesso?? Sette se aggiungo “per ora!!”
C’è qualcosa che non hai fatto e che invece avresti voluto fare?
A tutt’oggi inseguo il sogno di suonare, dirigere e comporre, sempre di musica si tratta e continuo a studiare e ad investire denaro, tempo ed energie per questo. Poi, forse, mi piacerebbe viaggiare un po’ di più per piacere e non solo per lavoro.
Ci sono stati dei momenti di difficoltà durante il tuo percorso professionale e privato?
Certo, ci sono stati veri momenti tragici. Dalla morte dei miei genitori a crisi esistenziali molto forti, dubbi e incertezze sul mio percorso professionale. L’ultimo, è stata una grave malattia lo scorso anno. Ma in fondo, mi guardo indietro e vedo che i momenti di sofferenza sono quelli in cui sono cresciuto veramente.
Chi ti è stato vicino e chi o cosa ti ha aiutato a superarli?
Sono stato spesso solo e per lo più da solo me ne sono tirato fuori, ma ho anche sempre avuto la fortuna di essere molto amato e ben voluto.
Cos’è per te la felicità?
Un attimo di grande intensità emotiva.
Botta & Risposta
Se fossi un pianeta: Terra assolutamente
Una parola di 5 lettere che comincia con la A: Aiuto
Rimpianti o rimorsi? Rimorsi senza dubbio!!
Descriviti in tre aggettivi: Appassionato, curioso, riflessivo
Ti guardi allo specchio e ….. Ossignore sto invecchiando!!
Presente, passato o futuro? Nessuna delle tre, ma se devo scegliere PASSATO
Se fossi un supereroe saresti: Boh.. Luca Pitteri
Cosa ti fa più paura? Probabilmente la morte e il nulla
La persona che stimi di più: La mia ragazza









