Fabrizio De Andrè, Cantautore Italiano
I testi delle sue canzoni sono vere e proprie poesie. Non è un caso, infatti, che anche nelle antologie scolastiche si parli di lui. Fabrizio De Andrè, cantautore genovese, resterà per sempre uno degli artisti più apprezzati nel panorama musicale italiano. Nato in un quartiere popolare di Genova nel 1940, e scomparso prematuramente a Milano, nel 1999, era conosciuto dai suoi amici e dal pubblico che lo seguiva ovunque con il nome di “Faber”.
Nelle sue canzoni Fabrizio De Andrè racconta soprattutto storie di personaggi emarginati (ribelli, prostitute) con la sottile vena malinconica che lo contraddistingue.
Fabrizio De Andrè ha sempre mostrato inclinazione e simpatia per le correnti libertarie, anarchiche e pacifiste che hanno caratterizzato gli anni del suo esordio musicale. Dopo aver vissuto l’infanzia a Revignano d’Asti, Fabrizio De Andrè seguì la sua famiglia a Genova, dove il padre decise di trasferirsi per sfuggire ai fascisti. L’esperienza scolastica di Fabrizio De Andrè presso i gesuiti si rivelò negativa, poiché uno di questi tentò addirittura di molestarlo sessualmente. In seguito il cantautore scelse gli studi universitari in Giurisprudenza, che ben presto abbandonò per dedicarsi alla sua più grande passione: la musica.
Fabrizio De Andrè cominciò infatti a frequentare assiduamente gli ambienti musicali del periodo, incontrandosi con alcuni amici e colleghi cantautori come Bindi, Paoli e Tenco, nel locale “La borsa di Arlecchino”. In questi anni convolò a nozze con una ragazza borghese, Enrica Rignon, da cui ebbe un figlio, Cristiano. La coppia però giunse alla separazione nella metà degli anni Settanta. Per provvedere al mantenimento della sua nuova famiglia Fabrizio accettò l’incarico di insegnante presso una scuola privata.
Il primo 45 giri di FabrizioDe Andrè risale al 1961: il disco conteneva soltanto due canzoni. Negli anni successivi Fabrizio De Andrè approfondì lo studio dei cantautori francesi, utilizzando un linguaggio originale ma, al tempo stesso, comprensibile a tutti. La sua discografia, però, non è molto ricca, ed anche i suoi concerti non stati numerosi.
L’album di esordio del cantautore genovese è stato “Tutto Fabrizio De Andrè”, una raccolta di canzoni scritte fino ad allora. Era il 1966. Nell’album c’era anche un brano scritto in occasione della morte di Luigi Tenco, il cantante che fu anche un grande amico di Fabrizio. Tenco si suicidò durante il Festival della Canzone Italiana del 1967, nel quale si era presentato con un suo pezzo.
Gli anni più proficui dal punto di vista musicale per Fabrizio De Andrè furono quelli compresi tra il 1968 e il 1973. Lo sfondo politico e sociale è sempre presente nei brani scritti da Fabrizio De Andrè, e per questo ha suscitato non solo approvazione, ma anche aspre critiche. Dal 1969 al 1979, per ben dieci anni, pare che il cantautore genovese fosse spiato dai servizi segreti italiani e dalla polizia, a causa delle inchieste in corso sul caso della strage di Piazza Fontana. Pu senza avere alcuna prova circa la partecipazione attiva di De Andrè a gruppi politici, lo si ritenne addirittura un simpatizzante delle Brigate Rosse.
Nel frattempo Fabrizio si era sposato nuovamente con la cantante Dori Ghezzi. Con lei, nel 1979, De Andrè venne sequestrato dall’anonima sequestri sarda mentre si trovava nella sua casa a Pausania. I due furono liberati dopo quattro mesi, dietro pagamento di un cospicuo riscatto. Nel 1997 De Andrè conquistò il Premio Lunezia, che lo definì il più grande poeta in assoluto degli ultimi cinquanta anni, in Italia. Sono note le sue provocazioni sulla realtà sociale italiana, in particolare quella del Sud Italia.
Nel 1998 Fabrizio De Andrè seppe di essere gravemente ammalato. Nel 1999, l’11 Gennaio, l’aggravarsi del carcinoma polmonare lo spense definitivamente. Moltissime sue canzoni sono rimaste impresse in maniera indelebile nella storia della musica italiana: La Canzone di Marinella, Il Pescatore, Bocca di Rosa, per citarne solo qualcuna.









