Emanuele Di Marino, “Il Mio Sogno? Vincere L’Oro Alle Olimpiadi”
Emanuele Di Marino, è un ragazzo di soli 22 anni, con un grande sogno nel cassetto: vincere l’oro alle Olimpiadi con il record del mondo. Ha tutte le carte in tavola per riuscirci, ma solo un ostacolo da affrontare: un vulnus normativo ed un regolamento incompleto ed a tratti discriminante, che mettono a repentaglio la sua partecipazioni ai Giochi Paralimpici di Londra 2012. Da circa 8 anni pratica l’atletica leggere, la sua grande passione, nonostante un handicap al piede e al polpaccio.
Chi è Emanuele Di Marino?
Emanuele Di Marino è un ragazzo salernitano di 22 anni, nato con una malformazione genetica all’arto sinistro, grande appassionato di atletica, disciplina che pratica nonostante l’handicap. Emanuele è al centro di una vicenda piuttosto “strana” che gli sta precludendo la partecipazione alle Paralimpiadi di Londra 2012.
Raccontaci un po’ di te e della tua passione per l’atletica leggera.
Di me posso dirvi che sono un ragazzo semplice, mi piace stare in compagnia, studio giurisprudenza presso l’università di Napoli e da sempre ho amato lo sport ed i motori. Pratico l’atletica leggera da circa 8 anni ed all’inizio non è stato facile, a causa dell’handicap al piede ed al polpaccio. Nonostante questo però, la passione e la tenacia non mi hanno mai fatto mollare (anche quando qualche medico mi sconsigliava di praticare proprio questo sport) e lavorando girono per giorno, sono riuscito a capire come usare il mio piede nel miglior modo possibile nella corsa, per avere i migliori risultati.
Chi ti impedisce di realizzare i tuoi sogni? E per quale motivo?
Un vulnus normativo ed un regolamento incompleto ed a tratti discriminante, mi stanno precludendo la partecipazione ai Giochi Paralimpici di Londra. In poche parole, a me tutti hanno riscontrato gli handicap però, strano a dirsi ma vero, sono considerato normodotato fino a Londra 2012 e poi atleta paralimpico, nonostante io abbia gli handicap sia ora che tra 6 mesi! Come posso quindi gareggiare alla pari e lealmente nelle gare con i normodotati (per 6 mesi) se mi hanno riscontrato degli handicap, che anche a detta loro, incidono nel gesto biomeccanico della corsa?
Quali sono i momenti indimenticabili della tua vita? Quelli che le hanno lasciato un’impronta indelebile?
Un momento indimenticabile, anche se non lo ricordo, sicuramente è stato quando da piccolino mi hanno tolto il gesso alla gamba dopo ben 12 mesi. I miei genitori mi hanno raccontato tante volte di questo momento e di come io, appena mi hanno liberato dal gesso, mi sia letteralmente scatenato cercando di muovere la gamba, che finalmente sentivo più leggera e libera. Per quanto riguarda un momento che ricordo, credo sia stato quando è venuto a mancare mio nonno…avevo 11 anni ed è stato il primo lutto “vissuto”. E’ stato davvero brutto anche perché ero molto legato ai miei nonni, con i quali spesso da bambino trascorrevo molto tempo insieme.
Cosa desideri per te?
Per me desidero di poter finalmente avere il diritto a competere con i miei pari, poter sognare una medaglia olimpica e sicuramente una famiglia serena e felice.
Una tua giornata tipo.
La mia giornata inizia alle 8 – 8:30 con la colazione ed i soliti gesti quotidiani di routine che eseguiamo tutti. Poi verso le 10:30 – 11 (d’inverno) vado al campo a fare allenamento. Una volta a casa doccia, pranzo e un po’ di relax. Poi a volte di pomeriggio, faccio la seconda sessione di allenamento, ma non sempre e comunque nel caso in palestra. Dopo, 3 – 4 volte a settimana vado dai miei fisioterapisti per curarmi vari dolorini e per scaricare i muscoli e le articolazioni dal lavoro svolto. La sera esco con gli amici oppure resto a casa a vedere un film.
Come ti vedi tra 10 anni?
Tra 10 anni mi vedo ancora su di un campo di atletica, magari ancora come atleta, con la mia famiglia e spero anche con un figlio. Sicuramente mi vedo anche come fisioterapista, materia di cui sono appassionato e che studio regolarmente ormai da tempo.
Quando ti trovi in difficoltà, chi ti è più vicino?
Quando sono in difficoltà la mia famiglia mi è sempre molto vicino, così come i miei amici. Non mi hanno mai lasciato da solo, anche nei momenti più difficili.
Chi senti di dover maggiormente ringraziare per la persona che sei diventata?
Credo e mi sento di dover ringraziare essenzialmente mio padre Raffaele e mia madre Antonella, che mi hanno insegnato l’educazione, il rispetto e la lealtà verso le altre persone. Credo questi siano dei fattori indispensabili in una persona.
Quale è il tuo rapporto con la religione e con Dio?
Vivo in una famiglia in cui è molto sentita la religione. Di conseguenza già da piccolo, sono sempre stato abituato ad andare in chiesa. Purtroppo devo dire che ultimamente, molto spesso non ho più tempo per andare in chiesa, ma la mia fede in Dio è sempre presente.
Quali sono i tuoi sogni?
I miei sogni sono vincere l’oro alle Olimpiadi con il record del mondo, entrare in un gruppo sportivo militare ed avere, in futuro, una famiglia serena.
Cosa dà la felicità?
La felicità credo che dia tranquillità d’animo, cosa indispensabile per poter fare qualsiasi cosa nel migliore dei modi.
Che messaggio vorresti trasmettere a chi ti sta intorno?
A chi mi sta intorno vorrei trasmettere un messaggio di positività…non bisogna mai arrendersi di fronte ad un handicap oppure di fronte ad una difficoltà, perché c’è sempre il modo di uscirne fuori e di trarne vantaggio e felicità! Spero che, nel mio piccolo, riesca a far avvicinare allo sport Paralimpico, tanti ragazzi diversamente abili.
Cosa dici a te stesso nei momenti difficili?
Nei momenti difficili cerco di non abbattermi mai. Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno e mi dico “dai dai ce la puoi fare…ce la DEVI fare!”
Ci saluti con una citazione?
“Rubo” la citazione del mio idolo Oscar Pistorius: “you’re not disabled by the disabilities you have, you are able by the abilities you have”.









