Daniele Bolelli, Un Uomo Che Vive Danzando Sull’Abisso
Scrittore, filosofo, insegnante, principalmente però, Daniele Bolelli è un uomo determinato che, da subito, ha preferito vivere la sua vita “danzando sull’abisso” . Il suo nuovo libro “iGod – Istruzioni per l’uso di una religione fai da te”, da giugno nelle librerie, “è una guida galattica per chi vuole spazzare la polvere dai sistemi di pensiero su cui si fonda il nostro modo di essere. Spazzare il campo, per trovare quello giusto per sè stessi”.
Su quali basi, si fonda la tua “personale religione”?
Sul fatto che sono vivo e che voglio creare il mio cammino, che poi è l’unico compito essenziale di ogni essere umano.
Il Dio in cui credi, com’è?
Credere è una perdita di tempo. Il credo è il vano attaccamento di chi non sa nulla dell’universo, ma vuole disperatamente avere risposte anche quando non ce ne sono. Ho sperimentato mille cose, alcune delle quali mi fanno pensare che ci sia una logica nell’universo e una presenza “superiore” dietro a tutto, e altre che mi dicono che non esiste nulla se non caos e le nostre congetture. Entrambe le sensazioni sono ugualmente forti. Quali siano “vere” non lo so nè perdo troppo tempo a pensarci.
Com’è il tuo rapporto con la vita?
La vivo. La vita è splendida e straziante. Ti dona estasi senza nome e tragedie che ti spezzano il cuore. O ti spari (scelta che capisco e su cui non ho nulla in contrario) o decidi di godertela danzando sull’ abisso. Personalmente preferisco danzare.
Quale è l’aspetto della vita che prendi sul serio?
La vita.
Hai più rimorsi o più rimpianti?
Non lascio spazio nella mia vita per rimorsi & rimpianti. Sono totalmente inutili, una masturbazione mentale per gente che ha tempo da perdere. Vivere nel passato è stupido quanto proiettarsi su un futuro che non esiste. C’è molto per cui vivere qui e ora. Quindi si fottano i rimpianti e l’attaccamento al passato.
Sei andato via da casa all’età di 18 anni, sicuramente ci saranno stati dei momenti di difficoltà, come li hai superati?
Chi ha detto che li ho superati? Le difficoltà non se ne vanno mai. Ti prenderanno a calci nelle palle per tutta la vita. L’unica questione è se lasci che ti fermino o se ti rialzi in piedi ogni volta che vieni messo al tappeto.
Quali sono i valori che non hai mai messo in discussione?
Non vengo mai meno alla parola data. Non tradirò mai chi mi dà fiducia.
Insegni storia americana al Santa Monica College e a Cal State Long Beach, che tipo di insegnante sei?
Nei primi cinque minuti del semestre metto su Scar Tissue e Snow dei Red Hot Chili Peppers e passo tra i banchi a dare i programmi di studio e stringere la mano a tutti. Fondamentalmente, mi diverto e cerco di fare divertire loro. Insegnare è molto, ma molto meglio di lavorare.
Come vivi il tuo rapporto con il pubblico e con la notorietà?
La maggior parte della gente che ottiene anche solo uno straccio di notorietà diventa noiosamente egoica e focalizzata esclusivamente sul proprio ombelico, chiaro sintomo di insicurezza mascherato con atteggiamenti da diva. Sono tutte cazzate però. Siamo tutti nient’altro che scimmie che stanno cercando di godersi il proprio tempo sulla terra. Montarsi la testa perchè vedi il tuo nome su un giornale è triste e pure un po’ patetico. Il giorno in cui smetterò di rispondere a tutti quelli che mi manderanno una mail, perchè penserò di essere troppo importante per degnarmi di farlo, sarete autorizzati a tirarmi un cazzotto in faccia.
Da cosa è nato il tuo desiderio di fuggire in USA all’età di 18 anni?
In Italia, appena hai un’idea nuova, ti imbatterai in dieci persone che ti diranno subito che non si può fare. In Italia è bellissimo venirci in vacanza e godersela. Ma per ogni altro scopo è un posto vecchio, pesante, dove la stasi domina. Fossi rimasto in Italia, sarebbe stato tutto molto prevedibile. A 18 anni sapevo già come sarebbe andata tutta la mia vita. Vivere in America ha il suo notevole carico di problemi, ma ci sono più rischi e più imprevisti.
Vivi tra l’America e l’Italia, quale delle due consideri più casa tua?
Non ho casa in alcun luogo. Mi sento un po’ straniero dovunque.
Andare via a 18 anni, da soli, in una terra lontana, è indice di grande forza e coraggio. Da chi hai ereditato queste qualità?
I miei genitori mi hanno trasmesso tutti gli stimoli di cui avevo bisogno. Qualunque cosa ho sviluppato di buono, viene da loro. Ma mi sembra comunque di non possedere nemmeno un decimo della forza e del coraggio che vorrei avere.
Botta & Risposta
Ultimo libro letto: Don Winslow “Savages”
Citazione preferita: “Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col sangue” Nietzsche
Filosofo preferito: Friedrich Nietzsche, Lao Tzu, Ikkyu Sojun, Franco Bolelli
Davanti allo specchio ti guardi e…. Scioccato da tanta bellezza, svengo.
Il Comandamento più importante: Gioia, anche nel mezzo della disperazione
Un peccato capitale: Il talento sprecato
Il viaggio che sogni di fare: Sei mesi in Thailandia, alternati tra un campo di Muay Thai e un bungalow sulla spiaggia, il tutto mangiando prodigiose quantità di cibo locale.
Come ti vedi tra 20 anni? Non mi vedo nemmeno domani. Figurati fra 20 anni.
Sei soddisfatto quando….Mi guardo allo specchio?









