Armando Palmegiani, Autore Del Libro “Gino Girolimoni”
Armando Palmegiani, durante la sua carriera si è occupato di numerosi casi, come quello di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, le bombe di via dei Georgofili a Firenze e molti altri ancora. Appassionato di criminologia, è l’autore del libro “Gino Girolimoni”, in cui viene raccontata una delle storie più agghiaccianti, svoltasi nella Roma degli anni ’20. Un caso di cui poco si è parlato e che ha coinvolto Gino Girolimoni, un fotografo e mediatore italiano, che venne accusato ingiustamente dei delitti e additato come mostro dalla stampa.
Chi è Armando Palmegiani?
Sono un appassionato di criminologia. Lavoro nel settore e nella mia carriera, mi sono occupato di casi come quello di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, le bombe di via dei Georgofili a Firenze, ecc..
Cosa ti ha spinto a scrivere il libro “Gino Girolimoni”?
Ho deciso di scrivere questo libro, poiché quella di Girolimoni è stata una vicenda poco raccontata. Il primo libro scritto, risalente al 1971, ne raccontava la storia, mettendo in luce solo una visione parziale dell’intera faccenda. Si tratta di un caso di cui poco si è parlato, nonostante fosse una storia agghiacciante, poiché parliamo di ben sette vittime, di cui quattro decedute, tutte nella città di Roma.
Potresti descrivere brevemente la trama del tuo libro?
Nel mio libro viene effettuata una ricostruzione storica dell’accaduto. Vengono raccontati e descritti tutti e sette i crimini, viene raccontato l’accanimento perpetrato nei confronti di Gino Girolimoni, un fotografo e mediatore italiano, forse una delle più importanti vittime, poiché venne accusato dei delitti e fu additato come mostro dalla stampa. Successivamente, dopo 11 mesi di galera, venne scagionato, ma la sua vita fu comunque sconvolta. Un altro importante personaggio, che successivamente uscirà dalla scena perché ritenuto innocente, è un reverendo inglese che entrerà a far parte della vicenda, perché indagato da un investigatore dell’epoca. E poi ovviamente parliamo di Dosi, l’investigatore che visse la storia più da vicino.
Che tipo di riscontro sta avendo tra i lettori?
Tutti coloro che hanno letto il mio libro, sono rimasti colpiti molto dall’atmosfera. La storia è ambientata nella Roma degli anni ’20 e si snoda tra posti particolari come il Ponte del Soldino, un ponte che ora non esiste più e la fonte dell’Acqua Lancisiana. Un’atmosfera particolare che fa rivivere la Roma degli anni ’20, che si estendeva per circa un sesto, rispetto a quella attuale.
Oltre alla scrittura, quali sono i tuoi interessi?
I miei interessi sono diversi, ma per la maggior parte riguardano la criminologia e la cronaca nera.
Cosa ti ha spinto ad avvicinarti ad un mondo così drammatico e forte?
Purtroppo, oggi come oggi, la cronaca nera fa parte della nostra realtà quotidiana. Basta accendere la tv, per rendersi conto che il palinsesto televisivo è ricco di programmi, film e serie tv, dedicati proprio alla cronaca nera. E’ un interesse condiviso da tutti, quasi da sempre. Anche negli anni ’60, come ora, quando c’era un processo, c’erano migliaia di persone riunite nelle piazze, in attesa di ascoltare la sentenza.
Il tuo lavoro ti porta a stare a contatto con tanta cattiveria umana. Quali sono le sensazioni che ti pervadono?
La cattiveria umana è un elemento imprescindibile del mondo. Alcuni possono provare disgusto nei confronti di alcuni tipi di reati, come ad esempio la pedofilia, ma bisogna prenderne atto che purtroppo esiste. Poi ci possiamo scandalizzare o meno, dipende da soggetto a soggetto.
Nei tuoi rapporti interpersonali, quanto e come incide il tuo lavoro?
Incide particolarmente. La maggior parte dei miei rapporti interpersonali, è legata all’entourage degli appassionati di criminologia e criminalistica.
Come riesci a conciliare i tuoi numerosi impegni lavorativi con la tua vita privata?
Purtroppo lavoro molto e quindi ho poco tempo da dedicare alla mia famiglia e alla scrittura, la mia passione. Quindi mi tocca scrivere nei ritagli di tempo.
Per seguire la tua carriera, senti di aver trascurato qualcosa di importante?
No, sono contentissimo della mia carriera, quindi non ho alcun rammarico. Sono stato molto fortunato, ho sempre fatto quello che più mi piaceva e questo non è cosa da poco.
Com’eri da bambino? Quali erano i tuoi sogni?
In realtà non avevo sogni. Non avevo la più pallida idea di quello che avrei fatto da grande. Non avevo nessuna aspirazione particolare. Poi sono stato molto fortunato nella vita e sono riuscito a trovare la mia strada.
Nei momenti in cui necessiti di un consiglio e di una guida, a chi ti rivolgi?
Mi piace rivolgermi sempre agli esperti. Per esempio, per quanto riguarda il mio libro, quando dovevamo parlare delle vittime, ci siamo consultati con un medico legale, ecc.. . La gente dovrebbe fare più affidamento alle parole degli esperti e non comportarsi da “tuttologa”.
Ti è capitato di vivere situazioni in cui avresti voluto mollare tutto, durante il tuo percorso lavorativo?
Sì, mi è capitato di vivere situazioni difficili e dolorose. Magari mollare tutto no, ma avrei desiderato essere da un’altra parte.
Botta & Risposta
Ciò che non faresti mai: Non ferire le persone
Cosa ti fa più paura? Il dolore fisico dei miei cari
Il giorno più bello della tua vita: La nascita di mio figlio
Il giorno più brutto della tua vita: Il decesso dei miei genitori
La persona che stimi di più: A parte me!?!? Diciamo che stimo molte persone
Un tuo pregio: L’empatia
Un tuo difetto: Ne ho tanti
Libro sul comodino: Un romanzo d’avventura
Personaggio storico: Enrico Fermi









